E’ morto Umberto Eco. Il mondo della cultura in lutto

Noto al grande pubblico per i suoi successi letterari - su tutti Il nome della rosa, bestseller da 12 milioni di copie - Umberto Eco era sopratutto filosofo e semiologo di fama internazionale.

Addio a Umberto Eco

Si è spento ieri a Roma, all’età di 84 anni, Umberto Eco. Scrittore, filosofo, esperto di comunicazione e media, era nato ad Alessandria il 5 gennaio del 1932. Era noto al grande pubblico per i suoi successi letterari: Il nome della rosa (1980), che ispirò il film di Jean-Jacques Annaud interpretato da Sean Connery, Il pendolo di Foucault (1988), L’isola del giorno prima (1994), Baudolino (2000). Oltre che scrittore famoso, Umberto Eco era sopratutto filosofo e semiologo. Autore di numerosi saggi di semiotica, estetica medievale, linguistica e filosofia era il padre, nonchè il maggiore rappresentante e studioso della semiotica interpretativa in Italia.

Il mondo della cultura, non solo italiana, perde con Umberto Eco una delle sue figure più importanti. Laureato in filosofia nel 1954 all’Universita’ di Torino con una tesi sull’estetica di San Tommaso d’Aquino, Eco inizia ben presto ad ampliare il campo dei suoi studi, che spaziano dal medioevo allo studio semiotico della cultura popolare contemporanea, all’indagine critica sullo sperimentalismo letterario e artistico.

Umberto Eco pubblica il suo primo libro, un’estensione della sua tesi di laurea, nel 1956, ma acquista notevole popolarità nei primi anni ’60. E’ del 1962 infatti Opera Aperta, un’analisi di testi letterari in termini strutturalisti a partire dall’Ulisse di Joyce. Il saggio ha risonanza anche a livello internazionale e getta le basi teoriche per le attività del Gruppo 63, il famoso movimento d’avanguardia letterario ed artistico italiano. Altra pubblicazione fondamentale è Diario Minimo (1963), libro diventato ormai un classico, che raccoglie saggi dai titoli illuminanti come Fenomenologia di Mike Bongiorno e Elogio di Franti. Seguono altri classici: Apocalittici e integrati’ (1964) e La struttura assente’ (1968). Ma la celebrità a livello mondiale arriva nel 1980 con Il nome della rosa, best seller da 12 milioni di copie.

Seppur definito successivamente dall’autore “il mio peggior romanzo”, Il nome della rosa fa incetta di premi e riconoscimenti, e ha il merito di far riscoprire attraverso la formula del giallo e del mistero il meraviglioso mondo medievale.

Nel 1961 Umberto Eco comincia anche la carriera universitaria, come professore incaricato presso diverse università italiane. Nel 1975 diventa ordinario della cattedra di Semiotica all’Università di Bologna. Insegna anche in varie universita’ straniere tra cui UC-San Diego, New York University, Columbia University, Yale, Collège de France, Ecole Normale Supérieure. In tutta la sua lunga carriera riceve 40 lauree honoris causa da diverse università europee e americane.

Umberto Eco è stato un osservatore attento del mondo che lo circondava, di cui ha saputo sempre cogliere lo spirito in maniera ironica, critica e anticonformista. A tal proposito ci piace ricordare le parole pronunciate solo alcuni mesi fa a proposito dei social network:

“I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel.”

Massimiliano Meloni