Istat: diffusi gli indicatori demografici 2015

Calo delle nascite e boom della mortalità: gli indicatori demografici Istat descrivono un’Italia da record. Negativo.

Indicatori Istat 2015

Diffusi dall’Istat gli indicatori demografici 2015. Sono due i dati che balzano agli occhi e preoccupano: il drastico calo delle nascite e il boom della mortalità che nell’anno passato ha toccato livelli record.

Le nascite, che nel 2015 sono state 488mila, hanno fatto registrare, secondo gli indicatori Istat, il minimo storico dall’Unità d’Italia ad oggi. In pratica nel 1861, quando gli italiani erano 22 milioni, nascevano più bambini di ora che gli italiani sono oltre 60 milioni. Da cinque anni a questa parte diminuisce inoltre la fecondità delle donne italiane, arrivata a 1,35 figli per donna, mentre l’età media delle madri al parto sale ancora e arriva a 31,6 anni.

Un altro record negativo che emerge dai dati Istat riguarda il tasso di mortalità. Con 653 mila morti, e un incremento di 53 mila morti rispetto all’anno precedente, il tasso di mortalità del 2015, pari al 10,7 per mille, risulta essere il più alto dal secondo dopoguerra.

L’aumento di mortalità è concentrato nella popolazione più anziana, tra i 75 e i 95 anni. Secondo l’Istat questo dato è dovuto in parte a effetti strutturali connessi all’invecchiamento della popolazione e in parte al posticipo delle morti non avvenute nel biennio 2013-2014.

L’Istituto Superiore della Sanità (ISS), che lancia l’allarme, individua le principali cause dell’aumento della mortalità nel grande caldo fatto registrare l’anno passato e nel crollo delle vaccinazioni, oltre naturalmente in una popolazione che invecchia sempre di più. Il Presidente dell’ISS Walter Ricciardi definisce preoccupanti i dati diffusi dall’Istat e punta il dito sopratutto sulla bassa natalità. Secondo Ricciardi lo Stato purtroppo non aiuta le coppie a fare figli. La speranza è che che l’Italia adotti misure a sostegno della natalità così come hanno fatto altri paesi europei come la Francia e la Germania, che non solo offrono incentivi per le coppie che fanno figli, ma sostengono le famiglie anche dopo la nascita.

Ma torniamo ai dati Istat. Che sono sconfortanti anche riguardo le speranze di vita, in calo sia per gli uomini (-0,2) che per le donne (-0,3). E se centomila italiani nel 2015 hanno deciso di abbandonare il Belpaese, aumenta il numero degli stranieri residenti in Italia, che rappresentano l’8,3 per cento della popolazione (39 mila stranieri residenti in più rispetto all’anno precedente).

Una curiosità: in Sardegna si registra, con il 2,8 per cento, la percentuale minima di stranieri rispetto al totale della popolazione. Record per l’Emilia Romagna, dove gli stranieri rappresentano il 12,1 per cento della popolazione.

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