Ryanair. La Compagnia pronta a restare ad Alghero se il Governo rivedrà l’aumento delle tasse aeroportuali

In una nota il responsabile comunicazione di Ryanair ribadisce le ragioni che hanno indotto il vettore irlandese ad abbandonare alcuni scali tra cui quello sardo ma non esclude ripensamenti

Ryanair lascia Alghero

Ryanair è pronta a tornare sui suoi passi e a rivedere la scelta di abbandonare l’aeroporto di Alghero se il Governo dovesse eliminare l’aumento delle tasse aeroportuali in vigore dal primo gennaio di quest’anno. Ad annunciarlo è John Alborante, responsabile della comunicazione della compagnia aerea irlandese, in una nota stampa diffusa questa mattina. Posizione ribadita anche in una lettera indirizzata alla Sogeaal, la società di gestione dell’aeroposto algherese.

La decisione di abbandonare lo scalo sardo, così come la base operativa di Pescara e tutti i voli da Crotone, è stata presa da Ryanair per protesta contro l’aumento delle tasse aeroportuali decisa dal Governo Renzi ed entrato in vigore il 1 gennaio di quest’anno.

La chiusura di Alghero e Pescara è annunciata per il 31 ottobre 2016. Ryanair aveva già chiarito i motivi della decisione: l’aumento delle tasse aeroportuali di circa il 60% – da 6.50 euro a 9 euro – per ciascun passeggero in partenza dall’Italia.per sussidiare il fondo per la cassa integrazione degli ex piloti Alitalia non è compatibile con i prezzi low cost praticati dalla compagnia. Mentre le società tradizionali fanno pagare anche centinaia di euro per i loro biglietti potendo così scaricare sul consumatore eventuali rincari, Ryanair vende biglietti a prezzi talmente bassi che, non addebitando ai clienti tasse aeroportuali, l’incremento di una tassa può consistere anche in un aumento del 50% del costo del biglietto. Aumento che Alborante definisce iraggionevole.

Le stime di Ryanair riguardo lo scalo di Alghero, dove la compagnia taglierà otto rotte – il 60% del totale – prevedono una perdita di 300 mila passeggeri e di 225 posti di lavoro – una trentina di dipendenti e circa 200 persone che lavorano nell’indotto -. Ma altre stime inducono a pensare che la perdita di passeggeri possa essere più alta: 200 mila in inverno e ben 500 mila durante la stagione estiva.

Non è la prima volta che Ryanair lascia lo scalo sardo. Già nel 2009-2010 la compagnia aveva cancellato quasi tutte le rotte dopo che le erano stati tolti i contributi.

di Massimiliano Meloni